La futura sede

Cambiare sede è un obiettivo che il Consiglio dell’Ordine persegue da lungo tempo; non solo per l’inadeguatezza dell’edificio attuale rispetto a criteri minimi come l’accessibilità ai disabili, ma soprattutto perché la sede non risponde alle necessità attuali della categoria. La casa degli architetti dovrebbe accogliere spazi per offrire servizi aggiuntivi agli iscritti, luoghi aperti agli architetti per forme di co-working, per organizzare incontri, riunioni, nuove iniziative. Inoltre è uno strumento per riposizionare l’Ordine e di conseguenza la figura dell’architetto nell’opinione pubblica: deve essere un luogo riconoscibile, facilmente accessibile e accogliente anche per chi non fa parte della categoria. Una sorta di biglietto da visita della comunità dei professionisti.

Ecco una breve cronistoria delle attività svolte per perseguire questo obiettivo.

Esito della manifestazione di interesse

26 giugno 2019

Allo scadere dei termini della manifestazione di interesse, il 27 marzo, sono pervenute all’Ordine 23 proposte, che sono passate al vaglio di una commissione giudicatrice interna. Tra queste ne sono state selezionate 6, considerate fattibili e da approfondire. Si tratta di edifici storici, palazzi aulici e sedi di uffici su più piani. Sono aperte entrambe le ipotesi: acquisto e locazione.

Sono in corso ulteriori approfondimenti secondo l’ordine della graduatoria.

Manifestazione di interesse

22 febbraio 2019

A seguito dell’esito negativo del processo di due diligence per Palazzo cavalieri, con il desiderio di ampliare il ventaglio delle proposte e rendere la scelta trasparente, è stato pubblicato un avviso pubblico per invitare a proporre immobili in locazione/vendita che soddisfacessero determinati requisiti tecnici ed economici:

  • Tipologia: l’immobile dovrà possedere autonomia funzionale, accesso riservato ed elementi di interesse architettonico. Dovrà essere inserito nel tessuto vivo della città. La superficie potrà estendersi su uno o più piani, purché l’immobile non sia frazionato e non includa barriere architettoniche o funzionali.
  • Dimensionamento e consistenze edilizie: l’immobile dovrà ospitare aree per uso uffici, aule di formazione, spazi incontri, servizi e attività complementari. La metratura complessiva dovrà essere compresa tra mq 800 e 1200.
  • Localizzazione: l’immobile dovrà essere a Torino, in un contesto urbano adeguato allo standing dell’OAT, servito da mezzi pubblici di trasporto, da mezzi di mobilità sostenibile e collegato con le principali vie di comunicazione e stazioni ferroviarie.

Palazzo cavalieri

20 aprile 2018

In occasione dell’annuale Assemblea degli iscritti è stata approvata la proposta del Consiglio dell’Ordine di avviare una trattativa per l’acquisto di una porzione di circa 1.000 mq del “Palazzo cavalieri” di via della Basilica 3-5, Torino. A seguito della decisione, il Consiglio dell’Ordine ha avviato un processo di due diligence per accertare tutte le condizioni tecnico amministrative, procedurali, urbanistiche, economico-finanziarie dell’operazione in modo da avere un quadro completo dello stato dell’immobile e delle sue consistenze planivolumetriche.

Il sondaggio

23 maggio 2016

È stato chiesto agli iscritti di esprimersi rispondendo a un sondaggio on line sulla localizzazione urbana della nuova sede dell’Ordine. Queste le opzioni:

  • Centro storico: il quartiere centrale e più antico della città, nel quale sono localizzati il maggior numero di monumenti e di luoghi di interesse architettonico, oltre che molte delle sedi storiche delle istituzioni locali. È l’area in cui si trova la sede attuale dell’Ordine.
  • Quartieri in trasformazione: parti della città ai confini del centro storico come ad esempio il quartiere Aurora in cui è in corso un processo di riqualificazione architettonica, economica e sociale.
  • Spina 1: un’area della città in cui la trasformazione è consolidata, come effetto dei primi interventi di interramento del passante ferroviario di Torino.

Il centro storico ha raccolto la maggioranza delle preferenze.

Azioni precedenti

Sopralluoghi

Nel corso degli anni sono stati analizzati numerosi edifici; tra questi, l’elenco supera i 30 immobili su cui sono stati fatti sopralluoghi e raccolte informazioni tecniche, a titolo esemplificativo segnaliamo i casi in cui il lavoro di verifica è stato più approfondito: uno stabile in piazza CLN, le OGR, l’ex Caserma De Sonnaz, l’ex fonderia caratteri Nebiolo, un edificio in via San Francesco da Paola 17, uffici in Galleria San Federico, l’ex Scalo Vallino. Edifici differenti, che rappresentavano modelli alternativi di sede, in acquisto e in locazione, ma per ragioni diverse le procedure non sono andate a buon fine.

Workshop interfocus

Tra il 2014 e il 2015 è stato organizzato un workshop interfocus con l’obiettivo di decidere il modello della nuova sede: le funzioni, le attività, il modello di gestione, la tipologia di edifici,… Sono emersi tre diversi scenari per una “casa dell’architettura”, esemplificativi di tre temi caldi nel dibattito sulle trasformazioni urbane a Torino: il centro storico come luogo on vocazione di spazio pubblico, il riuso degli edifici industriali dismessi, lo spazio lungo i fiumi come risorsa naturale all’interno della città.

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