Messa a Focus 19/2018

Il 45,29% degli iscritti all’Ordine di Torino sono donne, una percentuale destinata ad aumentare poiché secondo i dati di Inarcassa in Italia sono la maggioranza tra gli under 35 (8493 donne contro 7056 uomini). Ciononostante il gap nel volume d’affari è ancora alto: un architetto donna guadagna 14mila euro l’anno contro i 22mila del collega uomo.

A tutela della gender equality l’Ordine degli Architetti di Torino offre alcune agevolazioni come la possibilità per le professioniste neo-madri di richiedere l’esonero o il rimborso del pagamento della quota di iscrizione all’Albo nell’anno del parto o dell’adozione (vai alla sezione) e l’attivazione di convenzioni per servizi dedicati all’infanzia (vai alla sezione).

Inoltre il focus group La professione per i giovani e le pari opportunità ha avviato una collaborazione con l’Ordine dei Medici che ha portato al convegno, Leadership al femminile nelle professioni, nelle aziende e nelle istituzioni, in programma per il 9 novembre dalle 17.30 alle 22.30 presso Villa Raby, a Torino in corso Francia 8.

Il 25 ottobre scorso il focus group si è confrontato con Laura Ferrara, direttrice scientifica dell’evento, Tiziana Borsatti, consigliera, e Ornella Testori, coordinatrice della commissione pari opportunità, e sono state delineate 5 azioni da intraprendere in modo condiviso con altri Ordini professionali:

  • il miglioramento dell’erogazione delle indennità di maternità e paternità;
  • lo sviluppo di una “Banca del tempo professionale”, pensata per i professionisti con partita IVA che non hanno accesso agli strumenti previsti dall’attuale welfare. La proposta vuole essere una forma di scambio di lavoro solidale, di modo che, qualora la/il professionista sia in maternità/paternità o in difficoltà a causa di altre problematiche familiari (ad esempio, la malattia di un figlio o di un parente), possa contare su un professionista che prenda il suo posto in caso di necessità;
  • proposte congiunte sull’imposizione fiscale delle partite iva, volte in particolare alla previsione di agevolazioni in caso di creazione di studi professionali associati di donne/giovani o in caso di difficoltà dovute alla malattia del professionista o di un suo familiare;
  • una legge sull’equo compenso che riguardi tutte le professioni;
  • la redazione di un progetto da proporre all’ufficio scolastico provinciale per realizzare nelle scuole, soprattutto in quelle primarie e secondarie di primo grado, incontri per comunicare il ruolo professionale delle donne. L’idea è quella di presentare agli studenti la donna in vesti professionali non legate agli stereotipi classici dello scorso secolo, stimolando così le nuove generazioni a fare scelte professionali differenti. Fra gli altri obiettivi, vi è, inoltre, quello di abbattere i pregiudizi e far comprendere che molte professioni non sono esclusivamente ad appannaggio dell’uomo e che, per svolgere un certo ruolo professionale, non è necessario annullare la propria femminilità.

Scarica la locandina del convegno!

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