La parola al presidente 03/2019

Cari colleghi,

nei giorni scorsi ho avuto modo di partecipare insieme ad Alessandra Siviero ad un interessante incontro promosso da Aspesi e Immobiliare.it, durante il quale sono stati presentati dati sulla situazione del mercato immobiliare torinese che desidero condividere con voi.

Nel contesto italiano si può osservare un’inversione di tendenza nelle compravendite nel settore residenziale: a partire dal 2013 si assiste infatti a una crescita graduale e costante che ha riportato il numero di unità acquistate/vendute quasi ai livelli del 2009.

A Torino si è invece completato un ciclo: a partire dal 1996 si è assistito ad una crescita del numero di unità e in modo parallelo dei prezzi fino al 2006; dopo quella data, i prezzi hanno tenuto per qualche anno, ma con un calo del numero di unità e a partire dal 2009 anche dei prezzi fino a tornare nel 2018 all’incirca nella stessa posizione del 1996.

Diversa la situazione a Milano: negli ultimi due anni, al calo dei prezzi nel capoluogo piemontese ha corrisposto un aumento equivalente nella città lombarda; dati che non dovrebbero stupirci tanto, visto l’andamento demografico descritto da Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, a dicembre in occasione di Architettiamo la Città:

tra il 2013 e il 2016 a Torino si sono persi 15.300 abitanti, mentre a Milano nello stesso periodo la popolazione è aumentata di 27.393 unità.

Tuttavia, nel mese di gennaio 2019 a Torino si assiste ad un nuovo aumento dei prezzi. Solo nel comune di Torino ci sono 18.800 immobili in vendita e 26.900 nell’area metropolitana, con una crescita del 4,3% rispetto ad un anno fa; i prezzi sono più alti nel centro storico e nell’area aulica della città e, come è facilmente immaginabile, diminuiscono muovendosi verso la periferia.

Interessante anche osservare come sono cambiati i criteri di scelta della domanda: il tema del risparmio energetico è ancora poco sentito (solo il 33% di chi cerca casa sceglie un immobile in classe A), mentre gli aspetti che maggiormente determinano la scelta di una casa o uno stabile sono la disponibilità di un box per l’auto e la possibilità di disporre di internet e tv digitale centralizzati.

Un aspetto quest’ultimo che ci porta a riflettere su come gli architetti debbano ripensare la progettazione della casa del futuro, per saper rispondere alle richieste e alle sfide poste dalla domanda.

Massimo Giuntoli
Presidente Ordine Architetti PPC Torino

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