Legge 10: metodi per una corretta compilazione

Le conseguenze sull’adozione della relazione tecnica, comunemente identificata Legge 10, sono molteplici: non consente solo di ridurre i consumi energetici degli edifici e di perseguire gli obiettivi energetici-ambientali che l’Europa si è posta in questi anni, ma può garantire elevate condizioni di comfort negli ambienti interni. Con il corso dedicato La relazione tecnica “Legge 10”, in partenza il 5 aprile, si affronteranno tutti gli aspetti legati a questa normativa.

Ma, cos’è esattamente la Legge 10 e come si deve comportare il professionista?

La Legge 10 è la relazione tecnica che ogni professionista deve fornire per dimostrare che la progettazione del sistema edificio-impianto soddisfa i requisiti minimi in materia di efficienza energetica. Il DM 26 giugno 2015, oltre a definire le modalità di compilazione della relazione, identifica i casi di applicazione e quelli di deroga. Nei casi di applicazione rientrano gli interventi di nuova costruzione, di ristrutturazione importante di primo e secondo livello e di riqualificazione energetica: 3 casi che richiedono al progettista di fornirne una precisa descrizione riportando l’elenco dei parametri di verifica e i corrispondenti valori limite. Ecco qualche esempio: la costruzione di un nuovo edificio, ma anche il recupero di un sottotetto a fini abitativi, la sostituzione di una caldaia in un alloggio o la sostituzione di serramenti, sono tutti interventi che richiedono la compilazione della relazione tecnica.

La redazione della relazione tecnica costituisce pertanto l’atto conclusivo di un processo di progettazione che vede coinvolti più soggetti: il consulente energetico e quello acustico, lo strutturista, l’impiantista, il geologo e molti altri… oltre che, ovviamente, l’architetto progettista che ha anche l’onere del coordinamento. Il progetto energetico dell’edificio prevede un percorso complesso che si articola in diverse fasi. La scelta della conformazione plano-volumetrica di un nuovo edificio, ad esempio, impatta sull’area delle superfici disperdenti e quindi sul relativo fattore di forma, sull’esposizione alla radiazione solare e quindi sulla possibilità di sfruttare gli apporti gratuiti o produrre energia termica o elettrica attraverso i sistemi che saranno installati. Da non dimenticare poi la necessità di prevedere degli adeguati spazi tecnici per collocare i sistemi impiantistici o gli ingombri degli isolanti di pareti e solai.

Per districarsi al meglio all’interno dell’articolato quadro normativo, c’è in aiuto il corso in aula La relazione tecnica “Legge 10”. In 12 ore di lezione esperti del settore inquadreranno la regolamentazione di riferimento e tratteranno passo dopo passo tutti i punti salienti per una corretta compilazione della documentazione richiesta per legge.

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