Il nuovo Piano Regolatore. Lavoro, innovazione e formazione

Il 25 giugno 2026 alle ore 17.00, presso la sede di via Pietro Giannone 10 a Torino, si terrà l’incontro “Il nuovo Piano Regolatore. Lavoro, innovazione e formazione”, organizzato dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, un momento di confronto dedicato al futuro della città e alle ricadute che il nuovo strumento urbanistico avrà su sviluppo, professioni e qualità urbana.

Torino cambia. Il futuro si progetta insieme. Il nuovo Piano Regolatore non è soltanto uno strumento urbanistico, ma una scelta strategica che incide su lavoro, formazione, innovazione e qualità della vita. L’incontro sarà un’occasione di dialogo tra istituzioni, ordini professionali ed esperti per approfondire come il piano possa contribuire a rendere Torino più sostenibile, competitiva e inclusiva, generando nuove opportunità e valorizzando competenze e territori.

Dopo i saluti introduttivi di Paolo Mazzoleni, Assessore alla Rigenerazione Urbana della Città di Torino, e di Caterina Greco, Consigliera Comunale della Città di Torino, seguirà un confronto tra i rappresentanti degli Ordini professionali e del mondo della ricerca e della bioarchitettura.

Interverrà anche l’Ordine degli Architetti con la Presidente Roberta Ingaramo, insieme a Fabrizio Bontempo, Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino, Simona Grabbi, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino, Giuseppe Ferro, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Torino, e Gio Dardano per l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura.

Il confronto sarà articolato attorno ad alcuni temi chiave: lavoro e sviluppo economico, con particolare attenzione alla capacità del piano di favorire occupazione, attrarre investimenti e sostenere le imprese; innovazione e sostenibilità, per una città più resiliente ed efficiente; formazione e competenze del futuro, attraverso il dialogo tra scuole, università, professioni e imprese; rigenerazione e qualità urbana, con la valorizzazione del patrimonio esistente e degli spazi pubblici; e infine attrattività e inclusione, per una Torino capace di accogliere giovani, talenti e nuove attività economiche.

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