Un anno di esperienza nella selva peruviana, tra educazione, progetto e costruzione condivisa. È questa l’opportunità offerta dal Servizio Civile Universale 2026, che prevede la selezione di tre volontari italiani under 29 per il progetto “Caschi Bianchi per l’educazione e la formazione in Perù”, promosso da Comunità Promozione e Sviluppo in collaborazione con Semillas para el Desarrollo Sostenible e Associazione Solidaridad Esperanza Anna Margottini.
Il progetto si svolgerà nel nord del Perù, nella provincia di San Ignacio, nel dipartimento di Cajamarca, in un contesto caratterizzato da forti criticità sociali e infrastrutturali, dove una parte significativa degli edifici scolastici necessita di interventi urgenti di riqualificazione o ricostruzione. In queste aree rurali della selva peruviana, Semillas para el Desarrollo Sostenible opera da anni promuovendo progetti educativi, laboratori pedagogici e interventi di architettura partecipata che mettono in relazione scuola, territorio e comunità.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di cooperazione internazionale con l’obiettivo di favorire l’accesso a un’educazione di qualità, inclusiva e radicata nei contesti locali, contribuendo allo sviluppo integrale delle comunità. In questo quadro, il ruolo dei volontari è centrale sia nel supporto ai percorsi educativi di bambini e ragazzi, sia nella realizzazione di spazi scolastici e comunitari attraverso processi condivisi.
L’esperienza ha una durata complessiva di dodici mesi, con una prima fase di formazione in Italia e circa dieci mesi di attività in Perù. I volontari saranno coinvolti in attività educative e culturali, affiancheranno il team locale nell’accompagnamento scolastico e parteciperanno a laboratori e workshop legati alla progettazione e costruzione partecipata. Il programma prevede inoltre attività di falegnameria, uso responsabile dei materiali, studi bioclimatici e progettazione sostenibile, fino alla redazione di elaborati architettonici e alla valutazione dei costi di costruzione. Parallelamente, i partecipanti contribuiranno ai processi di monitoraggio, documentazione e valutazione delle attività, anche attraverso strumenti di comunicazione visiva.
Il progetto rappresenta un’occasione formativa significativa per confrontarsi con pratiche progettuali in contesti fragili, dove l’architettura assume un ruolo sociale determinante e diventa strumento di inclusione, partecipazione e risposta ai bisogni delle comunità locali. Le attività si sviluppano infatti attraverso il coinvolgimento diretto degli abitanti, in particolare nelle fasi di autocostruzione e nella realizzazione di infrastrutture educative.
La partecipazione è aperta a giovani italiani tra i 18 e i 28 anni (fino ai 29 non compiuti al momento della candidatura). Non sono richiesti requisiti obbligatori specifici, ma risultano particolarmente utili la conoscenza della lingua spagnola, l’interesse per la cooperazione internazionale, la sensibilità verso i temi dell’educazione, della sostenibilità e della partecipazione comunitaria, oltre a competenze o attitudini nei campi dell’architettura, del paesaggio, della comunicazione visiva e dei processi costruttivi.
Le candidature devono essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) entro le ore 14.00 dell’8 aprile 2026. Il processo di selezione prevede una prima valutazione del curriculum vitae e un successivo colloquio, volto ad approfondire il percorso, le competenze e le motivazioni dei candidati in relazione al progetto.