Il CNAPPC ha recentemente pubblicato il rapporto “Pari opportunità tra presente e futuro”, un’analisi approfondita, a cura di Format Research, sulla condizione delle donne nella professione di architetto in Italia. La ricerca si basa su dati ufficiali (ISTAT, MUR, Almalaurea, Inarcassa) e su un’indagine diretta su 2.832 iscritti all’Albo Nazionale, con l’obiettivo di comprendere non solo la distribuzione numerica tra uomini e donne, ma anche le differenze di carriera, retribuzione e percezione delle opportunità.
Il quadro che emerge conferma un trend positivo nella formazione: le donne sono ormai quasi la metà degli iscritti all’Albo (45,7%) e sono molto presenti nei corsi di laurea in architettura, spesso con performance accademiche superiori rispetto ai colleghi uomini. Tuttavia, questo vantaggio iniziale non si traduce sempre in pari opportunità nel mondo del lavoro. Le architette incontrano maggiori difficoltà nel consolidare una carriera stabile e nell’accedere a incarichi autonomi o prestigiosi. Il rapporto evidenzia come le professioniste percepiscano una disparità retributiva costante, con redditi medi inferiori rispetto agli uomini, e siano spesso soggette a condizioni contrattuali più sfavorevoli o a mansioni meno valorizzate.
Anche la distribuzione dei redditi professionali evidenzia uno squilibrio: nel lavoro autonomo solo 7,6% delle donne raggiunge le fasce di reddito più elevate, contro circa 20% degli uomini; tra i lavoratori dipendenti, appena 2,4% delle donne supera le fasce più alte, mentre la percentuale tra gli uomini arriva a oltre il 6%. Contemporaneamente, una quota maggiore di donne si trova nelle fasce di reddito più basse.
Oltre ai dati economici, il rapporto evidenzia come le donne percepiscano discriminazioni significative: nel lavoro dipendente 68,4% delle donne dichiara di aver subito episodi di discriminazione contro il 37,1% degli uomini, mentre nel lavoro autonomo le percentuali salgono rispettivamente a 78% e 28%. Le motivazioni percepite delle discriminazioni sono prevalentemente legate al genere, secondo quanto riportato dalle professioniste.
Nonostante questi ostacoli, il rapporto mette in luce una forte consapevolezza e volontà di cambiamento. Molte professioniste indicano la necessità di strumenti concreti e politiche interne ai luoghi di lavoro per promuovere la parità di opportunità, valorizzare le competenze femminili e ridurre gli ostacoli culturali e strutturali che ancora persistono.
Il rapporto CNAPPC offre quindi non solo una fotografia del fenomeno, ma anche indicazioni operative per favorire un ambiente professionale più equo e inclusivo. Il Consiglio Nazionale afferma il suo impegno a sensibilizzare e attuare azioni informative e formative per affrontare le disparità di genere e promuovere un cambiamento culturale, consapevole che questo richiederà tempo e uno sforzo collettivo diffuso.