Compiti e compensi 

Un aumento della sicurezza nei posti di lavoro nel post-Covid significa una crescita di responsabilità, lavoro, rischi e costi per il CSP e il CSE. In assenza di una presa di posizione nazionale, i nostri esperti hanno elaborato alcune indicazioni per aiutare i professionisti della sicurezza a pretendere giusti compensi, sia per gli incarichi in corso che per l’affidamento di nuovi appalti, a partire da quanto emerge dalla Deliberazione della Giunta Regionale n. 11-1330 emanata lo scorso 8 maggio dalla Regione Piemonte.

Emergenza Covid-19: maggiori adempimenti per il CSP/CSE

I recenti DPCM – tra i quali l’ultimo in ordine di tempo sulla riapertura dei cantieri del 26 aprile scorso – forniscono l’elenco degli adempimenti necessari e delle misure anticontagio da mettere in atto prima e nel corso della riapertura dei cantieri.

Tutte queste prescrizioni generano difficoltà operative derivanti da una situazione di lavoro maggiormente complessa, oltre all’allungamento della durata dell’appalto. In questa situazione il ruolo del coordinatore per la sicurezza, sia in fase di progettazione (CSP) che di esecuzione (CSE), assume grande importanza in quanto attore principale per la stesura di tutte le disposizioni e degli adempimenti anticontagio e per la sua applicabilità all’interno del cantiere. Tutto ciò comporta per lui maggiori oneri prestazionali e ulteriori responsabilità, connesse soprattutto ai rischi di contagio.

I protocolli nazionali non fanno riferimento alle modalità di riconoscimento né dei maggiori costi né delle spese tecniche. A livello regionale, invece, la Regione Piemonte ha emesso la Deliberazione della Giunta Regionale 8 maggio 2020, n. 11-1330 dove evidenzia quali sono le modalità di individuazione dei nuovi costi del cantiere (tutti da inserire in ambito variante) e conseguentemente della parcella del professionista, ricalcolata sull’importo di variante. La stessa deliberazione indica anche alle stazioni appaltanti dove reperire le risorse necessarie (ribassi d’asta, imprevisti, stralcio opere, ecc).

L’indicazione per i colleghi pare evidente: in qualità di CSE applicano i protocolli condivisi e aggiornano il PSC con i relativi costi; tali costi, concertati con la stazione appaltante, genereranno, ragionevolmente, una variante sulla quale dovrà essere aggiornata anche la parcella del professionista

In aggiunta a ciò, potrebbe essere concordata con il RUP della stazione appaltante o con il committente in ambito privato una possibile voce aggiuntiva, che vada a compensare anche il tempo necessario a intrattenere e gestire i rapporti con il RSPP e le relative responsabilità che ne derivano. Tale incremento prestazionale ed economico potrebbe essere previsto, per analogia, con la voce “supporto al RUP: per la supervisione e coordinamento della D.L. e della C.S.E”, inserita all’interno delle tabelle dei Decreti Parametri.

Tali indicazioni sui maggiori compensi non sono, purtroppo, legge vigente; spetterà comunque al professionista cercare di far prevedere al RUP o al committente privato il compenso aggiuntivo, facendo valere il proprio ruolo che, in caso di mancati adempimenti,  prevede anche la sospensione del cantiere. 

Diverso discorso vale invece per gli incarichi non in corso, ma che devono ancora essere assegnati: la stazione appaltante dovrà tenere conto della situazione nella determinazione del compenso a base di affidamento dell’incarico e il professionista, in relazione ai nuovi adempimenti previsti per il periodo Covid-19, valuterà un differente ribasso sull’importo a base di gara o un differente preventivo qualora la prestazione si svolga in ambito privato.

Andrea Muzio, coordinatore generale dei focus group OAT
Roberto Prete, coordinatore focus group OAT Sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro
Stefano Vellano, presidente Commissione Parcelle Ordine Architetti Torino

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