CFP per l’estate

Il triennio formativo 2017-2019 sta per terminare e non restano che sei mesi per ottenere i CFP necessari a completare l’obbligo formativo. Vi ricordiamo che, tra i molti modi, è possibile ottenere i crediti anche con la visita di esposizioni e rassegne d’architettura. Sarà sufficiente autocertificarsi attraverso la piattaforma iM@teria: ogni visita garantirà il riconoscimento di 1 CFP.
Le mostre che vi indichiamo fanno parte dei programmi culturali di diverse città italiane e sono visitabili per tutta l’estate.

  • A Venaria ha da poco inaugurato Viaggio nei giardini d’Europa, una mostra che ripercorre gli itinerari di celebri architetti, paesaggisti, scrittori nei giardini più belli dell’Europa del XVIII e XIX secolo. Vi anticipiamo che nel mese di ottobre organizzeremo un incontro formativo e una visita guidata con i curatori.
  • A Bard è possibile visitare un’esposizione di fotografie di Gianfranco Roselli che celebra i  vent’anni di restauro del forte (Storia di un’avventura).
  • La XXII Esposizione Internazionale di Milano è dedicata al rapporto tra design e natura e prende il titolo di Broken Nature.
  • A Padova è in corso una retrospettiva sull’attività artistica di Aldo Rossi tra gli anni ’60 e ’90 (Aldo Rossi e la Ragione. Architetture 1967-1997).
  • A Merano l’installazione Incompiuto presenta l’indagine fatta dal collettivo Alterazioni Video sulle opere pubbliche mai completate presenti sul territorio italiano.
  • A Siena è in programma fino a settembre una rassegna sui disegni fatti da Álvaro Siza durante i suoi viaggi (Álvaro Siza. Viagem sem Programa).
  • Al Santa Maria della Scala, inoltre, è stato prorogato fino al 1 settembre Hospitalia, percorso fotografico che esplora la storia e le trasformazioni di grandi edifici ospedalieri europei.
  • Due le mostre a Roma, entrambe parte delle collezioni del Museo nazionale delle arti del XXI secolo: At home analizza il concetto di abitare e la sua evoluzione;
  • Dentro la Strada Novissima riprende i fili del dibattito sul postmoderno nato dopo la mostra del 1980 a Venezia, mostrando documenti d’archivio, fotografie e testimonianze dirette.
  • La città di Matera ripercorre la sua storia di trasformazione d’immagine – da “vergogna nazionale” a Patrimonio dell’Umanità – e la utilizza per indagare il rapporto tra architettura e vergogna, in un percorso di ricerca di identità culturale europea (Architettura della vergogna. Una seduta psicanalitica collettiva per l’architettura europea).
  • Sempre tra gli eventi organizzati dalla Capitale europea della cultura segnaliamo l’installazione Visione Unica, in cui attraverso una serie di proiezioni viene raccontato il fenomeno dell’antropizzazione del territorio.
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