I numeri del questionario – pt. 3. Quanto ci sentiamo parte di una comunità professionale?

Una comunità professionale non si costruisce soltanto condividendo una professione o facendo riferimento allo stesso Ordine. Si costruisce anche attraverso le relazioni, il riconoscimento reciproco e la possibilità di trovare risposte a bisogni comuni. Le risposte al questionario di Spazio Insieme aiutano a capire quanto questi elementi siano presenti nella vita delle architette e degli architetti e dove, invece, emergano distanze e aspettative.

Alla domanda «Quanto ti senti parte di una comunità professionale riconoscibile?», oltre la metà delle persone rispondenti assegna un valore compreso tra 1 e 3 su una scala da 1 a 5: il 23,5% sceglie il valore 1, il 29% il valore 2 e il 32,3% il valore 3. Solo il 15,1% si colloca sui valori più alti, 4 e 5. Il senso di appartenenza, quindi, non è una percezione condivisa in modo uniforme: per molte persone è debole o ancora da consolidare.

Questa fotografia si riflette anche nel rapporto con le attività dell’Ordine. Il 37% dichiara di partecipare soltanto per gli adempimenti obbligatori; il 28% prende parte a uno-tre eventi all’anno e il 14% a quattro o più. Il 10% si definisce attivamente coinvolto, mentre il 9% dichiara di non aver mai partecipato. La partecipazione, dunque, non coincide necessariamente con un coinvolgimento nella vita ordinistica: per una parte significativa della comunità, il rapporto con l’Ordine sembra restare legato soprattutto agli obblighi professionali.

Ma da cosa dipende questa distanza? Le risposte indicano motivazioni diverse, che non possono essere ricondotte a una sola causa. Il 33% segnala la mancanza di tempo; il 26% non considera le iniziative utili o rilevanti per sé e il 24% si sente distante dalle priorità dell’Ordine. Un ulteriore 10% dichiara di non ricevere informazioni sufficienti. Accanto agli ostacoli pratici, emergono quindi questioni di pertinenza e riconoscimento: partecipare richiede tempo, ma anche la possibilità di riconoscere nelle attività proposte un legame con la propria esperienza professionale.

Il tema delle relazioni emerge con particolare evidenza quando si parla di isolamento. Il 42% dichiara di sentirsi professionalmente solo o isolato a volte e il 18% molto spesso. Il 20% afferma invece di avere una rete professionale attiva, mentre il 19% si sente isolato raramente. Questi dati non descrivono tutte le relazioni che attraversano la professione, ma suggeriscono quanto possa essere importante creare occasioni di scambio: non soltanto per condividere informazioni, ma anche per mettere in comune esperienze, difficoltà e possibili risposte.

Perché questo confronto sia efficace, conta anche la comprensione del ruolo dell’Ordine. Il 42% dichiara di conoscere solo in parte compiti, competenze e ruolo del Consiglio; il 40% afferma di avere una buona comprensione, mentre il 12% non ha un’idea chiara di ciò che il Consiglio possa o non possa fare. Il dato invita a considerare la conoscenza delle funzioni e dei limiti dell’istituzione come una condizione importante per costruire un rapporto più consapevole tra comunità professionale e rappresentanza.

Le aspettative espresse nei confronti del Consiglio sono, in questo senso, molto concrete. Ai primi posti si trovano il supporto burocratico e gli sportelli di assistenza, indicati dal 51,4% delle persone rispondenti, e l’adeguamento e la valorizzazione dei compensi, indicati dal 50,3%. Il 42,1% chiede maggiore valorizzazione sociale della figura dell’architetta e dell’architetto; seguono la tutela dalla concorrenza sleale (32%) e l’accesso a bandi e appalti pubblici (25%). Accanto alla necessità di un sostegno operativo, emerge quindi l’aspettativa che l’Ordine contribuisca a rafforzare il riconoscimento e le condizioni di esercizio della professione.

Infine, la disponibilità a partecipare a gruppi di lavoro o consultazioni periodiche apre una prospettiva interessante: il 53% si dichiara disponibile, a seconda degli argomenti, mentre il 21% esprime un interesse diretto. Non è una disponibilità incondizionata, e proprio per questo il dato è significativo: la partecipazione può diventare più concreta quando i temi sono rilevanti e il contributo richiesto si collega a questioni riconoscibili nella vita professionale.

Nel loro insieme, le risposte restituiscono una comunità attraversata da distanze, bisogni pratici e aspettative, ma anche da una disponibilità al confronto. La questione non è soltanto aumentare la partecipazione alle attività dell’Ordine: è creare le condizioni perché le architette e gli architetti possano riconoscersi in uno spazio comune, comprendere meglio il ruolo della rappresentanza e contribuire a definirne le priorità.

È in questa prospettiva che si inserisce Spazio Insieme: un percorso per mettere in relazione esperienze e punti di vista diversi e trasformarli in una riflessione condivisa sul futuro della professione e dell’Ordine.

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