Inarcassa: anche nel 2026 possibile rateizzare il conguaglio contributivo

Anche per il 2026 sarà possibile richiedere la rateizzazione del conguaglio contributivo Inarcassa, con la possibilità di differire il pagamento al 2027. La novità di quest’anno riguarda l’estensione dell’agevolazione anche ai professionisti non iscritti alla Cassa e alle Società di ingegneria per il contributo integrativo dovuto per il 2025.

Il saldo contributivo, previsto entro il 31 dicembre 2026, potrà essere corrisposto in tre rate con scadenza 31 marzo, 31 luglio e 30 novembre 2027, mediante addebito diretto sul conto corrente (SDD – Sepa Direct Debit).

La rateizzazione prevede l’applicazione di un tasso di interesse annuo differenziato: 1,5% per i professionisti iscritti a Inarcassa e 2,65% per i professionisti non iscritti alla Cassa e per le Società di ingegneria. Gli interessati sono quindi chiamati a valutare il costo dell’operazione prima di aderire all’agevolazione.

La domanda può essere presentata contestualmente all’invio della Dichiarazione 2025, entro il 2 novembre 2026, oppure successivamente, entro il 30 novembre 2026, tramite Inarcassa On Line, accedendo alla sezione Agevolazioni.

La possibilità di rateizzare è prevista per importi superiori a 1.000 euro. Tutte le richieste presentate entro i termini saranno automaticamente accolte e i beneficiari riceveranno la comunicazione del piano di rateazione in tempo utile per rispettare la scadenza del primo versamento, fissata al 31 marzo 2027.

Sono tenuti al versamento del conguaglio i professionisti che, applicando le aliquote del 14,5% per il contributo soggettivo (calcolato sul reddito professionale netto) e del 4% per il contributo integrativo (calcolato sul volume d’affari Iva), devono corrispondere alla Cassa una somma superiore rispetto a quanto già versato con i contributi minimi.

Per il 2025 i contributi minimi ammontano a 2.785 euro per il contributo soggettivo, 850 euro per il contributo integrativo e 91 euro per il contributo di maternità/paternità. Il conguaglio sarà pertanto dovuto dai professionisti che hanno conseguito un reddito professionale netto superiore a 19.207 euro o un volume d’affari superiore a 21.250 euro.

Condividi

Ricerca un termine

oppure

Ricerca per argomento