Quale contributo possono offrire gli edifici alti alla trasformazione delle città contemporanee? È questa la domanda al centro della 15ª edizione del convegno “Tall Buildings – Rigenerazione urbana”, svoltosi il 30 giugno alla Triennale di Milano e promosso da Guamari con il patrocinio dell’Università IUAV di Venezia e del Politecnico di Milano. L’iniziativa ha riunito progettisti, studiosi, amministratori e operatori del settore per riflettere sul ruolo dell’architettura verticale nei processi di rigenerazione urbana, superando il dibattito puramente formale per concentrarsi sugli effetti che questi interventi producono sulla città.
Tra i temi affrontati durante la giornata: la densificazione come alternativa al consumo di suolo, la sostenibilità ambientale degli edifici alti, la riduzione dell’embodied carbon attraverso materiali e tecnologie innovative, il rapporto con lo spazio pubblico e la capacità dei grandi interventi di generare valore urbano, sociale ed economico. Ampio spazio è stato dedicato anche al confronto tra esperienze italiane e internazionali, con l’obiettivo di individuare modelli di trasformazione capaci di coniugare qualità progettuale, resilienza e interesse collettivo.
Tra le voci coinvolte nel confronto anche la Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino, Roberta Ingaramo, intervistata da Ingenio in occasione dell’evento.
Nel suo intervento, la Presidente ha sottolineato come il dibattito sugli edifici alti non possa ridursi a una contrapposizione tra favorevoli e contrari, ma debba concentrarsi sulla qualità urbana che questi interventi sono in grado di generare. Ogni progetto, infatti, va valutato per la sua capacità di integrarsi nel contesto, rispondere a una funzione chiara e produrre un valore concreto per la città e per le comunità che la abitano.
Un’attenzione particolare è stata dedicata al ruolo del progettista, chiamato a considerare non solo gli aspetti tecnici dell’intervento, ma anche le sue ricadute sociali, economiche e ambientali. In questo percorso diventa fondamentale costruire un dialogo efficace tra professionisti, amministrazioni e cittadini, affinché i processi partecipativi possano contribuire in modo sostanziale alla qualità delle trasformazioni urbane.
L’intervista completa è disponibile sul portale Ingenio.
Edifici alti a Torino: gli architetti chiedono un dibattito sulla qualità urbana