Chi abiterà le case vuote? Si chiude il Festival di Architettura Torino

Si è chiuso ieri sera il Festival di Architettura Torino “Chi abiterà le case vuote?”, promosso da Fondazione per l’architettura / Torino e Ordine degli Architetti di Torino. Tre giornate, dal 7 al 9 luglio, che hanno visto l‘Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo riaprire le porte alla cittadinanza, registrando un’ampia partecipazione di pubblico, professionisti e istituzioni. Un’affluenza che conferma quanto il tema dell’abitare sia oggi centrale nel dibattito urbano contemporaneo, e quanto la città di Torino senta il bisogno di uno spazio pubblico per discuterne.

Un programma diffuso tra riflessioni e comunità

Il Festival ha articolato le sue tre giornate lungo diverse tematiche — il fabbisogno abitativo in Italia e in Europa, il rapporto tra progetto dell’abitare e intelligenza artificiale, le geografie dell’abitare contemporaneo nelle città europee — attraverso:

  • 3 Talk di approfondimento con esperti italiani e internazionali
  • 3 Keynote Speech dedicati al tema-guida “Chi abiterà le case vuote?”, con Umberto Napolitano (LAN), Raul Forsoni (UNStudio) e Anna Puigjaner (MAIO)
  • 6 mostre e installazioni, tra cui i progetti vincitori della call under 35 Future Homes Europe, l’installazione partecipata La fragilità della bellezza genera responsabilità di Raffaele Salvoldi, la mostra fotografica Costruire case, fare città, Chi abita le 167?, The Struggle for Housing con i fotoromanzi del Gruppo Strum e la video installazione Dal pieno al vuoto. Andata e ritorno
  • 5 film in rassegna cinematografica, in tre serate al Bistrot culturale Il Ramo d’Oro
  • 1 workshop dedicato a bambine e bambini a cura di SOU, la scuola di architettura della Fondazione

A questo si sono aggiunte la premiazione dei vincitori della call internazionale Future Homes Europe, dedicata ai progettisti under 35, e la partecipazione di relatori come Barbara Caputo (Politecnico di Torino), Ezio Micelli (IUAV Venezia, Housing Advisory Board UE), Michael Obrist (TU Wien) e Joan Ramon Reira (Comune di Barcellona).

Condivide Roberta Ingaramo, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino:

“Giunti al termine di tre serate intense, ricche di spunti e riflessioni sul ruolo dei nostri professionisti nella società contemporanea e sulle nuove possibilità che si aprono grazie alle loro competenze, credo di poter tracciare un bilancio positivo dell’evento, che ha suscitato molto interesse non solo tra gli addetti ai lavori.

Studi internazionali, dove la progettazione ha accezioni molto ampie che includono anche il consulting di processi tra le sue declinazioni, hanno discusso i loro lavori con noi, riportando al centro la ricerca e la sperimentazione. Da Habraken con An Alternative to Mass Housing o Hertzberger con l’open Building, passando per Cedric Price, il passato parla del coraggio delle idee degli architetti nell’innovare modi e stili di vita; oggi, sempre meno la forma produce impatto sulla qualità della vita, ma la complessità e l’attenzione a ogni elemento del progetto, a tutte le scale, possono dare vita a luoghi più vicini alle esigenze dell’uomo.

Occorre ricordare, infatti, che l’architettura non è un esercizio di stile né una celebrazione del talento di pochi, ma una professione seria che richiede un continuo aggiornamento e approfondimento.

La discussione resta aperta: la porteremo avanti nell’anno a venire con seminari, workshop e corsi, raccogliendo nuovi stimoli che condivideremo nei prossimi eventi”

Aggiunge inoltre Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’architettura / Torino, nel commentare la chiusura del Festival:

“Ringrazio tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito al successo di queste tre giornate. Tirare le fila di un’esperienza così ricca e articolata non è semplice, ma è proprio nella pluralità di voci, competenze e punti di vista che risiede il valore di questo Festival.

Il nostro obiettivo era creare uno spazio di dialogo capace di mettere in relazione istituzioni, professionisti, università, imprese e cittadini, favorendo l’incontro tra esperienze e modelli dell’abitare che raramente hanno occasione di confrontarsi. Credo che, in questi giorni, il Festival abbia contribuito a fare di Torino un punto di riferimento nel dibattito sul tema della casa e dell’abitare, grazie alla qualità degli ospiti, alla ricchezza dei temi affrontati e alla partecipazione di chi ha seguito gli incontri, li ha condivisi, discussi e rilanciati.

Per tre giorni l’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo è diventato un laboratorio di idee, dove dati, esperienze, progetti e visioni si sono intrecciati in un confronto aperto e costruttivo. L’architettura non è soltanto costruzione di edifici: è uno strumento per migliorare la qualità della vita delle persone, rafforzare il senso di comunità e dare forma a città più inclusive, sostenibili e capaci di rispondere ai cambiamenti del nostro tempo.

È questa la visione che ha guidato il nostro lavoro. Il patrimonio di relazioni, contenuti e riflessioni costruito in questi giorni rappresenta un punto di partenza. Come Fondazione per l’Architettura continueremo a promuovere occasioni di confronto e approfondimento sul tema della casa e dell’abitare, perché crediamo che sia una delle sfide più importanti per il futuro delle nostre città e della qualità della vita delle persone.”

Ringraziamenti

La Fondazione per l’architettura / Torino e l’Ordine degli Architetti di Torino ringraziano tutte le professioniste e i professionisti, i relatori italiani e internazionali, le scuole, le famiglie e i cittadini che hanno preso parte al Festival, contribuendo con la loro presenza al successo di questa prima edizione.

Un ringraziamento va alle istituzioni che hanno patrocinato e sostenuto il Festival: Regione Piemonte, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, CNAPPC, Fondazione Compagnia di San Paolo e Camera di Commercio di Torino.

Un ringraziamento speciale va al Golden Sponsor Banca Reale, il cui sostegno ha reso possibile la realizzazione del Festival, e agli altri sponsor e collaboratori che hanno affiancato il progetto: Dierre, Fresia Alluminio, Idrocentro, Sikkens e Traiano Luce 73.

Un grazie infine a IREN, partner della call internazionale Future Homes Europe, e a tutte le realtà — università, centri di ricerca, associazioni e istituzioni culturali — che hanno collaborato alla costruzione del programma.

Il Festival di Architettura Torino si chiude dunque non come un punto fermo, ma come un primo passo: la stessa apertura dell’Ex Mercato Ittico alla città, ben oltre la durata della manifestazione, testimonia la volontà di continuare a coltivare nel tempo il dialogo sull’abitare avviato in questi tre giorni, nel quadro del percorso di Torino verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033.

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