Salute e sicurezza sul lavoro: una prospettiva di genere per ripensare la prevenzione

La sicurezza sul lavoro non è un tema neutro. Le condizioni in cui si lavora, i rischi a cui si è esposti e le modalità con cui vengono progettate le misure di prevenzione possono cambiare in modo significativo se osservate attraverso una prospettiva di genere. A partire da questa consapevolezza nasce l’incontro “Salute e sicurezza sul lavoro: il ruolo della donna tra parità e diversità di genere per una visione etica di impresa”, promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario – Delegazione Piemonte e in programma il 16 aprile 2026 alle ore 14.00 presso l’Auditorium della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (via Modane 16).

All’appuntamento prenderà parte anche l’Ordine degli Architetti di Torino, contribuendo al confronto su un tema che riguarda non solo il mondo delle imprese ma, più in generale, la cultura del lavoro e della prevenzione.

Negli ultimi anni il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro si è progressivamente ampliato, mettendo in luce come i modelli tradizionali di valutazione dei rischi siano stati spesso costruiti su parametri considerati “universali”, ma di fatto poco sensibili alle differenze tra lavoratori e lavoratrici. Integrare questi aspetti significa sviluppare strumenti di prevenzione più accurati e realmente efficaci.

Come sottolinea Roberta Castellina, Coordinatrice del Focus Group Sicurezza: «Quando parliamo di salute e sicurezza sul lavoro, tendiamo a pensare a misure universali, valide per chiunque indossi un casco o sieda a una scrivania. Tuttavia, l’evidenza ci dice che il rischio non è neutro. Integrare con una prospettiva di genere la valutazione dei rischi non è una questione di “quote”, ma di rigore scientifico e prevenzione efficace. Identificando quindi le specificità di ogni gruppo di lavoratori, possiamo eliminare le disuguaglianze nella protezione e garantire che la sicurezza sia, per tutti e tutte, un diritto reale e non solo un adempimento formale».

La normativa italiana, a partire dal d.lgs. 81/08, già richiama la necessità di considerare le differenze legate al genere nei processi di analisi dei rischi e nelle politiche di prevenzione. Tuttavia, il passaggio da principio normativo a pratica diffusa richiede un cambiamento culturale che coinvolga imprese, professionisti e istituzioni. In questo quadro si inserisce il concetto di gender mainstreaming, che invita a integrare sistematicamente la prospettiva di genere nelle strategie organizzative e decisionali.

Il confronto proposto dall’incontro toccherà anche il ruolo che le donne possono svolgere nei processi decisionali e nella costruzione di modelli di lavoro più attenti al benessere delle persone.

Come osserva Roberta Ingaramo, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino: «La donna ha nel suo DNA un’attenzione specifica alla cura; questo la rende resiliente e attenta a una dimensione onnicomprensiva del lavoro e del fare impresa, quando riesce ad affermare le proprie capacità e competenze, attingendo al suo patrimonio di conoscenze e attitudini che la rendono flessibile, aperta all’innovazione e proiettata alla costruzione di una dimensione di benessere lavorativo. Ancora troppo poco queste sue specificità vengono valorizzate e messe a frutto in ruoli apicali dove le decisioni possono incidere sulla società e sulla qualità della vita, come nel caso del progetto a tutte le scale, che il nostro Ordine vuole sostenere e promuovere nella sua declinazione al femminile».

L’incontro del 16 aprile offrirà quindi un’occasione di dialogo tra istituzioni, professionisti ed esperti per riflettere su come l’attenzione alle differenze di genere possa contribuire a costruire ambienti più sicuri, inclusivi e capaci di promuovere una visione etica del lavoro.

Iscriviti all’evento su Eventbrite.

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