Il 19 marzo presso il Cinema Romano proietteremo il docufilm Il tempo della montagna – ArchitetturAlpinA in dieci storie, ideato da Architetti Arco Alpino. Il film attraversa dieci progetti esemplari distribuiti lungo tutto l’arco alpino, raccontando storie di innovazione, sostenibilità e dialogo con la natura, e invitando a riflettere sul significato contemporaneo dell’abitare in montagna.
Tra queste esperienze, spicca la riqualificazione dell’Alpe del Meys, storico alpeggio della famiglia Raso, attivo dal 1910, situato nel cuore del Parco Naturale della Val Troncea, territorio incontaminato della provincia di Torino. Questo intervento, selezionato dall’Ordine degli Architetti di Torino per rappresentare la provincia all’interno del docufilm, unisce tradizione, architettura contemporanea e sostenibilità.
Promosso dal Comune di Pragelato, il progetto ha trasformato l’alpeggio in un luogo di ospitalità con 12 posti letto, pensato per escursionisti, ciclisti e amanti della montagna. Non un rifugio turistico tradizionale, ma uno spazio intimo e rispettoso della natura circostante, in dialogo costante con il paesaggio. Raggiungibile solo a piedi o in bicicletta, l’alpeggio invita a una mobilità lenta e a un tempo dilatato, in cui l’esperienza diventa parte integrante della permanenza.
L’edificio è stato ricostruito con materiali locali e tecniche tradizionali, in particolare legno proveniente dai boschi della Val di Susa, compresi quelli colpiti dall’incendio del 2017. Un gesto che trasforma una ferita del territorio in risorsa, conferendo continuità e significato storico al progetto. La sua forma ipogea e l’uso di materiali naturali scelti per cromia e matericità permettono all’edificio di inserirsi con discrezione nel paesaggio, quasi “scomparendo” nella montagna e diventando parte della sua stessa topografia.
Secondo Devis Guiguet di CoutanStudio, l’alpeggio dell’Alpe Meys nasce da una collaborazione virtuosa tra enti, alpeggiatore, imprese e progettisti. L’intervento, pur discreto, è denso di significato: riattiva un alpeggio storico introducendo nuove funzioni e materiali locali, con un’architettura in legno che si integra armoniosamente nell’orografia e si proietta verso un futuro sostenibile per il territorio.
Questo progetto rappresenta un esempio significativo che mostra come l’architettura possa dialogare con la storia, il paesaggio e le comunità alpine, diventando strumento di sviluppo culturale, sociale e ambientale.




