Il tempo della montagna: aperte le iscrizioni per il docufilm

Sono aperte le iscrizioni alla proiezione del docufilm “Il tempo della montagna. ArchitetturAlpinA in dieci storie”, in programma mercoledì 19 marzo dalle ore 17.30 presso il Cinema Romano (Galleria Subalpina, Piazza Castello 9, Torino).

L’iniziativa è promossa dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino, in collaborazione con l’Associazione Architetti Arco Alpino e la Fondazione per l’architettura / Torino, e rappresenta un’importante occasione di riflessione interdisciplinare sul tema dell’abitare contemporaneo nei territori montani.

Diretto da Davide Fois e Francesca Molteni, il film attraversa dieci esperienze progettuali distribuite lungo l’arco alpino, restituendo uno sguardo articolato sulle trasformazioni in atto nelle terre alte. Le storie raccontate affrontano temi centrali per la pratica architettonica contemporanea: il rapporto tra costruito e paesaggio, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la rigenerazione dei territori marginali, il ripopolamento delle aree interne, la convivenza tra comunità residenti e turismo, il ruolo delle scuole e degli spazi collettivi come presìdi culturali.

Al termine della proiezione seguirà un talk aperto al pubblico che metterà al centro il concetto di “abitabilità” dei territori montani, inteso non soltanto come qualità edilizia, ma come equilibrio tra natura, comunità, memoria e innovazione tecnologica.

Il confronto sarà arricchito dalle prospettive di Davide Longo, scrittore e sceneggiatore, di Monica Morazzoni, docente di Geografia Umana all’Università IULM di Milano, e sarà moderato da Luca Gibello, giornalista, storico e critico di architettura. La pluralità degli sguardi consentirà di ampliare il dibattito oltre la dimensione strettamente progettuale, mettendo in dialogo discipline diverse per interrogarsi sul significato contemporaneo dell’abitare in montagna.

L’appuntamento si configura come momento che offre strumenti di lettura trasversali per affrontare le sfide contemporanee del progetto in contesti fragili e complessi. Un’occasione per riaffermare il ruolo dell’architettura come pratica responsabile, capace di dialogare con ambiente, clima e comunità.

 

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