Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato definitivamente il “Cresci Piemonte”, una legge che mira a semplificare e velocizzare le procedure urbanistiche, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico e la riqualificazione del territorio.
La legge introduce misure concrete per rendere più efficienti i processi: i tempi di approvazione delle varianti urbanistiche saranno dimezzati, passando in media da circa 12 mesi a 6, mentre gli iter burocratici, spesso complessi e articolati, saranno semplificati. In questo modo, imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni potranno intervenire più rapidamente, accelerando progetti di rigenerazione urbana, nuovi insediamenti produttivi o complessi residenziali, senza compromettere la sostenibilità e la qualità degli interventi.
Il percorso legislativo del Cresci Piemonte è stato lungo e articolato. La legge è stata discussa in Commissione e in Aula, con il contributo di enti locali e associazioni di categoria, e ha visto l’inserimento di emendamenti migliorativi. Alcune modifiche hanno previsto strumenti di monitoraggio più chiari, criteri di sostenibilità ambientale e linee guida per l’applicazione uniforme delle procedure, rafforzando l’impianto tecnico e normativo del provvedimento.
Cresci Piemonte non si limita a rendere più efficienti le procedure: si inserisce in un quadro strategico più ampio, affiancandosi al nuovo Piano regolatore di Torino e aprendo nuove prospettive per la crescita della città, la valorizzazione del territorio e gli investimenti pubblici e privati. La legge rappresenta un passo significativo per rendere il Piemonte un laboratorio di innovazione urbanistica, con un modello che altre regioni potrebbero guardare come riferimento.
Proprio su questo tema, anticipiamo una domanda dall’intervista di Roberta Ingaramo su La Stampa:
“Come valuta il provvedimento?”
“La riduzione delle tempistiche è un primo passo, ma attendiamo una riforma organica della legge urbanistica. Servono regole più chiare e un sistema coerente: alcune criticità vengono superate, ma non cambiano le logiche di fondo. È comunque positivo che su questi temi si sia trovata una convergenza politica”.
Leggi l’intervista completa a questo link per approfondire la tematica.