Una visione urbana per Torino: Dominique Perrault e il concorso per la Metro 2

Venerdì 6 febbraio l’Aula Magna del Politecnico di Torino ha ospitato la lectio magistralis di Dominique Perrault, architetto e urbanista di fama internazionale e presidente della giuria del Concorso di Idee per la Linea 2 della Metropolitana di Torino.

L’evento, organizzato dal Politecnico di Torino con il DAD – Dipartimento di Architettura e Design, insieme all’Ordine degli Architetti di Torino, ha rappresentato un momento di confronto tra professionisti, istituzioni e cittadini sul ruolo delle infrastrutture nella trasformazione urbana e sulla capacità dell’architettura di interpretare il futuro della città.

Aprendo i lavori, la Presidente dell’Ordine degli Architetti e Docente DAD Roberta Ingaramo ha dichiarato: “Accogliere Dominique Perrault a Torino è un’occasione straordinaria per riflettere sul ruolo dell’architettura nella città contemporanea. Questo evento testimonia quanto sia importante costruire sinergie tra istituzioni, professionisti e comunità, per immaginare spazi urbani che siano allo stesso tempo funzionali, inclusivi e capaci di valorizzare l’identità della città.” Sono seguiti i saluti istituzionali del Rettore del Politecnico Stefano Corgnati e l’introduzione del Direttore del DAD Michele Bonino.

Nel suo intervento, Dominique Perrault ha illustrato il concetto di “groundscape” e guidato il pubblico in una riflessione profonda sul sottosuolo come spazio architettonico e culturale. Ha invitato a guardare oltre la tradizionale separazione tra superficie e sottofondo, concependo il sottosuolo non come un semplice spazio funzionale, ma come materiale progettuale in grado di amplificare la qualità urbana. “Il sottosuolo è uno spazio quasi sempre assente dall’architettura e dalla percezione della popolazione. Non ci si scende se non per necessità, eppure è un terreno dove creare nuove connessioni tra ciò che esiste sopra e ciò che si sviluppa sotto”, ha spiegato Perrault.

Perrault ha sottolineato come la luce, la densità urbana e la relazione tra superficie e sottosuolo siano leve fondamentali per uno sviluppo urbano sostenibile e inclusivo, e ha invitato gli addetti ai lavori a concepire le stazioni della nuova metropolitana come spazi pubblici vivi, accessibili e integrati con l’identità della città.

La lectio ha introdotto quindi il tema del Concorso di Idee per la Linea 2 della Metropolitana di Torino, promosso dal Commissario Straordinario prof. ing. Bernardino Chiaia e seguito da Infra.To, con la curatela tecnico-scientifica del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico. Durante l’incontro sono stati annunciati i vincitori del concorso: al primo posto gli olandesi dello studio UnStudio di Ben Van Berkel, insieme a Settanta7, Frigorosso, Mijksenaar, 3BA e WSP; al secondo posto Zaha Hadid Architects, seguiti da Kengo Kuma (terzo classificato), Richez Associés (quarto classificato) e Miralles Tagliabue EMBT (quinto classificato).

La lectio è stata seguita da una tavola rotonda moderata da Roberta Ingaramo, che ha coinvolto istituzioni locali, stakeholder e promotori del Concorso sul ruolo dell’architettura e del progetto urbano. Al confronto hanno partecipato Marco Bozzola, docente di Design al DAD; Roberto Mancini, Presidente di SIAT-Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino; Paolo Mazzoleni, Assessore all’Urbanistica della Città di Torino; l’architetto Carla Pepe di Infra.To e Alessandra Siviero, Presidente della Fondazione per l’architettura / Torino.

Il dibattito ha approfondito il rapporto tra infrastrutture e architettura, sottolineando l’importanza di concepire le stazioni non solo come nodi funzionali di mobilità, ma come spazi urbani vivibili, capaci di integrarsi con il tessuto esistente e di rispondere alle trasformazioni sociali e ambientali in atto.

Condividi

Ricerca un termine

oppure

Ricerca per argomento