Festival Architettura in Città

Con l’intento di aprire anche ai cittadini il dialogo sui temi dell’architettura, l’Ordine e la Fondazione propongono dal 2011 un appuntamento nel calendario estivo di Torino: il festival Architettura in Città.
La struttura a rete dell’iniziativa prevede un ricco programma messo a punto grazie alla collaborazione con diverse istituzioni culturali. Le attività sono realizzate presso la sede principale del festival e le numerose sedi satellite diffuse per tutta la Città Metropolitana.

Edizioni passate

La prima edizione del festival, inaugurato nel 2011, ha coinvolto non solo la città di Torino ma anche 14 Comuni della provincia. Arte, cinema, teatro, danza, letteratura, fotografia, food e musica hanno dialogato con i temi dell’architettura e del design, della città e del paesaggio attraverso le proposte di più di cinquanta soggetti culturali. L’edizione 2012 è stata inserita nel programma Città visibili – Torino Smart Festival e ha incluso nuove aree: educational, smart e radical. Inaugurata con l’apertura negli stessi spazi della mostra Radical City ha anche approfondito il tema dell’architettura radicale in Italia degli anni ’60 e ’70.
La terza edizione del festival nel 2013 ha preso vita nel quartier generale delle OGR – Officine Grandi Riparazioni, proponendo il tema delle esplorazioni urbane con 75 iniziative tra conferenze, mostre, laboratori e happening realizzate con oltre 100 istituzioni culturali e dedicate alla riscoperta di luoghi sconosciuti o caduti in disuso. Ritorno al futuro è la trama che lega i 116 eventi nel calendario dell’edizione 2014, proposti da 170 soggetti culturali. Le attività si sono concentrate come sede principale nel Basic Village e la serata conclusiva del festival ha incluso la premiazione di Architetture Rivelate, il riconoscimento dell’Ordine degli Architetti alla qualità dell’architettura. La casa del festival nel 2015 è stata l’ex Borsa Valori e il tema dell’anno sconfinamenti: un invito all’esplorazione dei confini per approfondire i concetti di inclusione ed esclusione, per discutere dell’accessibilità degli spazi, ma anche degli ostacoli culturali o economici, per descrivere consolidati limiti territoriali e infrastrutturali o recenti cambiamenti amministrativi.
Nell’anno 2016 il festival si prende una pausa per riflettere sulla strada percorsa e sulle prospettive del format futuro anche attraverso il confronto con le organizzazioni culturali: tavoli di lavoro, laboratorio di idee, Architettura in Città LAB, seguendo il filo conduttore dell’ascolto.

© Edoardo Piva
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© Jana Sebestova
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